TEATRO

INCONTRO CON MARCO BALIANI E STEFANO ACCORSI

Il 21 novembre scorso Marco Baliani e Stefano Accorsi hanno incontrato il pubblico del Teatro della Pergola di Firenze per presentare il loro nuovo progetto, Giocando con l’Orlando, spettacolo che ha da poco concluso la sua stagione fiorentina.

Giocando con l’Orlando, liberamente(molto liberamente) tratto da L’Orlando Furioso di Ludovico Ariosto, riprende l’esperienza di poco precedente di Il Furioso Orlando, in cui aveva preso parte anche l’attrice Nina Savary.

Lo spettacolo, come confessa Baliani, è il frutto di una full immersion di una settimana nell’opera ariostesca, avvenuta proprio alla Pergola di Firenze, dove Giocando con L’Orlando ha debuttato martedì 19.

Entrambi i protagonisti di questa rivisitazione e reinterpretazione dell’Orlando Furioso, che ricorda molto gli schemi della Commedia dell’Arte, sottolineano come l’improvvisazione teatrale e il divertimento, il gioco siano la matrice e il fondamento dello spettacolo.

Baliani a proposito del testo ne evidenzia  l’aspetto anti-psicologico, lo paragona a una fiaba; secondo Baliani come le fiabe il capolavoro ariostesco si presta bene anche al gioco teatrale, ad essere ”vissuto”: è perfetto per essere portato sulla scena.  Orlando, spiega Baliani, è un personaggio moderno, ma elementi di forte legame con la contemporaneità si trovano anche nella struttura del poema, che è, in una certa misura, ”cinematografico”: una narrazione per quadri, l’utilizzo di campi e controcampi.

Accorsi loda la musicalità della lingua( che però nello spettacolo viene sostituita da una nuova versione di penna baliana, che non sembra approfondire troppo le caratteristiche dell’originale) e la forte componente immaginifica del poema(Affinché l’invisibil sia per voi messo in mostra): allo spettatore di Giocando con l’Orlando è richiesta infatti una collaborazione intellettuale nel mantenere vive le parole, le immagini, i quadri che i due attori rievocano( vuoi anche per l’estrema povertà della scenografia).  Dopo aver visto lo spettacolo posso dire che non è così difficile, grazie alla tangibile esperienza di entrambi i protagonisti, concedere questa partecipazione, far lavorare la propria immaginazione. Certo, come racconta Accorsi, si può sempre fare come quel geniale spettatore che( scherzando, o forse no) pretendeva un contributo sul biglietto.

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