storia dello spettacolo · TEATRO

Tristano Martinelli inventa Arlecchino

Arlecchino, o Arlequin, secondo il nome francese, nasce per quel meccanismo di negoziato interculturale che è alla base della Commedia dell’Arte: in occasione del trasferimento della compagnia di Tristano Martinelli, protetti dei Gonzaga, in Francia. Arlecchino è il risultato del lavoro di Martinelli su se stesso, che fonde  le sue competenze attoriche ( le formule recitative italiane dello zanni)con la tradizione popolare francese.

Edgar Degas, "Arlecchino e Colombina"

Il Martinelli, infatti, recupera dalle leggende medievali francesi molte delle caratteristiche di Arlecchino, che l’attore mantovano crea proprio per soddisfare le aspettative di un pubblico straniero. Nella cultura medievale francese esistevano figure diaboliche che si accompagnavano ai folli. Arlecchino si ispira al capo di questa masnada infernale che, secondo la credenza popolare, si presentava nelle case a ricordare l’Inferno. La rappresentazione performativa di questi diavoli, sotto forma di buffoni, era utilizzata per esorcizzare la paura della morte. Arlecchino diventa una figura colorata, come lo erano i buffoni francesi che interpretavano i diavoli. La maschera stessa di arlecchino è un retaggio del suo carattere infernale: nera, evoca il ghigno del demonio e presenta un cornino spezzato, anch’esso volto a sottolineare l’origine diabolica del personaggio.

Alla costruzione di questo personaggio, ispirato alla cultura popolare francese, Tristano Martinelli aggiunge la centralità del corpo propria del “secondo zanni” ( gli zanni erano di due tipi: uno scaltro e malizioso, l’altro più atletico e animalesco). Arlecchino è infatti una maschera funambolesca, ballettistica, che basa il suo ruolo sul lavoro fisico. L’Arlecchino di Tristano Martinelli è l’esempio più calzante del rispondere all’attesa di un pubblico straniero: mentre la teatralità francese è statica, Arlecchino è un acrobata danzante. Quanto il teatro francese persegue un ideale di pulizia ed eleganza, tanto Arlecchino è fisico, con movimenti esasperati, contorti.

ROSALBA BONACCINI

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