TEATRO

ALESSIO BONI AL FESTIVAL DELLE GENERAZIONI

A concludere la prima serata della II edizione del Festival delle Generazioni, dal 2 al 4 ottobre a Firenze, il primo dei ” grandi eventi”: Alessio Boni e Mariano Rigillo nei panni, rispettivamente di Cosimo e Giuliano de’ Medici.
Lo spettacolo, che si è tenuto in piazza S.Croce, trasformata per l’occasione in un gigantesco tendone-auditorium, era ispirato al format radiofonico delle interviste impossibili.

Alessio Boni
Attore televisivo, teatrale e cinematografico. Diplomato all’Accademia d’Arte drammatica “Silvio D’Amico”. Ha lavorato con Luca Ronconi e Giorgio Strehler.
Tra i suoi numerosi lavori televisivi e cinematografici: Dove siete? Io sono qui; La meglio gioventù “Nastro d’argento” come miglior attore protagonista; Quando sei nato non puoi più nasconderti, “Globo d’oro” come miglior attore rivelazione; La bestia nel cuore, candidato all’Oscar come miglior film straniero; Arrivederci amore, ciao, “Globo d’oro” come miglior attore; Viaggio segreto; Guerra e pace; Caravaggio; Sanguepazzo; Puccini; Rebecca, la prima moglie; Come un soffio; The Tourist; Walter Chiari; Maldamore.
È stato Goodwill Ambassador dell’UNICEF. È testimonial del CESVI.

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http://www.festivaldellegenerazioni.it/protagonista/398/Alessio_Boni

Le interviste impossibili è il titolo di un programma della seconda rete radiofonica Rai, in onda dal 1973 al 1975, in cui uomini di cultura contemporanei reali fingono di trovarsi a intervistare 82 fantasmi redivivi di persone appartenenti a un’altra epoca, impossibili da incontrare nella realtà, da qui il titolo. Valentino Bompiani ne pubblicò una scelta in due volumi nel 1975[1]. La RAI ne fece successivamente delle repliche.

Le due interviste mancavano di una vera e propria connessione interna. Il risultato, nonostante la capacità degli interpreti, è una fruizione poco scorrevole per lo spettatore, mancante di una coesione efficace a livello di significati. Forse originiamente lo spettacolo non era stato pensato così: sul sito ufficiale del festival si parla di due interviste separate in due serate contigue.

Ispirandosi a questo fortunato format del passato, in due serate consecutive, verranno realizzate due interviste, a Cosimo e a Giuliano De’ Medici.


Nel complesso l’evento si dimostra interessante, sia per l’idea sia per la performance (ben riuscita). Ma i testi rispetto alla rappresentazione risultano “deboli”: il personaggio di Cosimo è ben delineato, storia, narrazione e messinscena si fondono in modo funzionale; Giuliano, invece, è monotono, retorico e poco significativo. La morte in giovane età è la causale per un personaggio sempre arrabbiato e a tratti violento, un po’ stereotipato come carattere attribuito a un giovane, e dà origine a un discorso enfatico sulla vita e la morte, sulla giovinezza e sulle vecchiaia (questo ultimo punto è pero conforme alla materia del festival, il cui slogan è: “ne giovani né vecchi. cittadini”).
In conclusione, il personaggio di Giuliano de’ Medici rimane una bozza che non mette in luce le possibilità dell’attore (ALESSIO BONI).

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