cinema · The Dams Project

Snowden [di Serena Carignola]

No, non è soltanto una storia vera. È la storia di una persona vera. Tutto inizia da delle parole bianche su un fondo nero. Qualcosa su un certo Edward Joseph Snowden e una certa incriminazione. Viene citato Amnesty International, si anticipa che saranno raccontati i fatti tra il 2003 e il 2014 e mi viene subito in mente un documentario ma poi fuoriesce la tipica atmosfera da spionaggio dei film americani. La figura di Joseph Gordon Levitt che interpreta il giovane Snowden appare fredda all’inizio, poco conforme al contesto ma poi con il racconto dei fatti entriamo nel mondo di Levitt alias Edward.

Un mondo di computer, di patriottismo, di curiosità. Tant’è che quando il grasso ingegnere Nicolas Cage gli chiede qual’è il tuo vizio ragazzo ? Edward risponde: I computer. Per lui è importante servire il Paese ma dopo un infortunio alle gambe decide di servire il Paese in un altro modo, come il suo medico lo aveva consigliato. Rendendolo migliore, proteggendolo. E qua entriamo nel mondo degli Intelligence dove se anche non si sa niente di NSA, di Hartbit, di CIA, di hacker, di reti di sicurezza e programmi di spionaggio il film ci spiega le azioni e le conseguenze di ciò che ha fatto Snowden.

Glenn Greenwald, Sotto controllo. Edward Snowden e la sorveglianza di massa

Questo film è un inno alla libertà umana. Dove il sistema americano aveva deciso che per controllare la vita del “cattivo” doveva controllare quella di tutti. Perché sorvegliare è sicurezza e sicurezza è il paese migliore. Ma Snowden aveva già intuito che non è libertà, che non è sicurezza controllare la vita di un comune cittadino 24 ore su 24 ed ebbe il coraggio di pubblicare tutto ai media. E far decidere al popolo la verità. Come decide il popolo cosa condividere o no con il mondo di internet e dei social che hanno velocizzato questo processo di oppressione.

Con l’avvento di internet siamo tutti controllati e un (altro) qualunque hacker ci puó incastrare in un fatto dove è coinvolto l’amico dell’amico del figlio del padre di un famoso politico indagato per inflazione. L’impersonificazione estrema di Levitt in Snowden è impressionante nel cambiare degli anni. Questa è la storia di un ragazzo che credeva nel proprio paese, nella giustizia, nelle guerre inutili, che voleva un mondo migliore non soltanto in parole ma pur andando contro la sua vita, dovendo allontanarsi dalla sua fidanzata ha deciso di dare voce al popolo, sapendo che sarebbe stato bandito dalla Cia e che se fosse rimasto in America sarebbe ancora in carcere oggi. Oggi invece è a Mosca con un permesso di asilo politico, con la possibilità impossibile di ritornare nel suo tanto “amato” Paese.

Questa è la storia di una persona che ha sentito la necessità di fare la cosa giusta, come essere umano.

di Serena Carignola

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